Le nostre persone

We Love Puglia

Ciao!

La Puglia è parte di noi e spesso le emozioni che ci regala sono così grandi che non è semplice trasformarle in parole. Carlos Solito è un nostro carissimo amico che spesso ci viene a trovare qui a Borgo Egnazia e che ha saputo con il suo talento descrivere cosa significa essere in Puglia. Ecco un estratto di un suo pensiero… uno di quei pensieri che, leggendoli, fanno commuovere.

Ti sei mai steso a terra, pelle nuda e sabbia, pelle nuda ed erba, pelle nuda e pietra? Qui, noi, lo facciamo e ringraziamo.

Sempre da steso, hai mai guardato il cielo, semplicemente il cielo, e osservato il gioco delle nuvole che s'inseguono si mischiano fanno forme, danno forma alla fantasia? Qui, noi, lo facciamo. Anche da adulti, sia chiaro, e ringraziamo.

Hai mai giocato con le vertigini? Tipo: ti sei affacciato su una scogliera, allungato lo sguardo tra le vertigini di una gravina, che precipita con una geologia che toglie il fiato? Qui, noi, lo facciamo e ringraziamo.

Hai mai camminato a ginocchia e caviglie scoperte nella macchia mediterranea che, vabbè, punge graffia ma ti fa girare la capa per quanto profuma? Qui, noi, lo facciamo. E raccogliamo pure verdure di campo per farne minestre buone. E ringraziamo.

Hai mai abbracciato un albero per ringraziarlo della sua esistenza della sua bellezza del suo saper attraversare i secoli? Qui, noi, lo facciamo con gli ulivi che ci donano un olio extravergine che, lo sanno tutti, fa campare di più. Ringraziamo sempre.

Hai mai ammirato lo spettacolo di un pastore che da fermo con un fischio, uno solo, muove greggi mandrie e poi morde un filo d'erba e sorride al suo cane? Qui, noi, lo facciamo e ringraziamo per il suo ricordarci Teocrito.

Hai mai fatto una cosa che in tanti hanno vergogna di dire? Piangere, dico, semplicemente piangere, quando c'è luna piena che sorge grande luminosa silenziosa e parla, giuro, alla parte più profonda di ognuno di noi. Qui, noi, lo facciamo e questo è il nostro rituale araldico per venerare la notte. Ringraziamo con le lacrime, insomma.

Hai messo mai la mano sul petto e scoperto il tuo cuore impazzito al battito di una musica che viene da lontano, da lontano un sacco. Prima che io tu, che tutti noi, nascessimo? Sai, quella musica che batte in petto e ti mette un sorriso in bocca senza che tu sappia il perché. Qui, noi, lo facciamo con ogni pretesto e ringraziamo.

Hai mai camminato in una piazza piena di silenzio sole e barocco. Alla controra, precisamente. È un momento del giorno corto corto ma lungo un sacco di suggestione dove in giro trovi solo pazzi cani gatti e grilli che fanno le prove per i canti notturni. Qui, noi, lo facciamo e ringraziamo.

Sei mai salito su una terrazza una cupola un campanile oltre il quale c'è il vuoto, la grandezza del cielo e la consapevolezza nostra di essere piccoli? Salire e basta, andarsi a godere il mondo dall'alto, riuscire a guardare una rondine da vicino, accarezzare una campana vecchia di secoli e confidarle, magari, che c'è stato un tempo in cui avresti voluto imparare a suonare come lei? Qui, noi, lo facciamo e ringraziamo.

Hai mai passeggiato in vicoli stretti che sono meandri di calce e pietra antica, meandri di nenie e preghiere, meandri di profumi e dialetto con in corpo mezzo Mediterraneo? Qui, noi, lo facciamo e speriamo d'incrociare volti antichi, gente che sa invecchiare con l'orgoglio delle rughe e ti mostra lo spettacolo di come si fa il pane le orecchiette le friselle i taralli che, detto tra noi, sono gli anelli coi quali giuriamo amore eterno alla nostra tradizione. Poi, alla fine, ringraziamo sempre.

Hai mai camminato fino a una torre saracena e accarezzata come accarezzeresti una madre? Qui, noi, lo facciamo e, poi, ci mettiamo a guardare il mare che, muto o incazzato, racconta storie assurde, belle come un' Odissea. E lo ringraziamo.

[…]quando il mare ce l'abbiamo di fronte seguiamo un'invisibile processione di iodio, fino all'ultimo ciglio di terra oltre il quale una platea di onde, sono tantissime, aspettano il nostro spettacolo, il nostro monologo del grazie. Così parte un parlamento col blu, un comizio ai quattro venti, una poesia della semplicità, un inchino al sale, ai cristalli di sale che per noi sono la vera ricchezza: sapidità e sapienza.
Bedda sapienza!
Carlos Solito.

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